I mercati azionari Usa estendono la sequenza negativa a 6 settimane consecutive, la più lunga dal 2002 (da metà agosto a fine settembre 2002), avvicinandosi ai minimi di metà marzo.
Dal 1928 dopo una tale sequenza negativa l’S&P 500 è salito nella 7° settimana nell’81% dei 16 casi, realizzando una performance media del +1,03%.
Nel caso del Dow Jones Industrials la performance a distanza di 1 mese, dopo una sequenza di 6 settimane di ribasso, quando era sopra i massimi annuali, è stata positiva nei 4 dei 5 casi: +2.9%, -1.7%, +2.2%, +3.7%, +4.5%.
Gli investitori privati continuano ad abbandonare abbastanza velocemente le precedenti aspettative rialziste. L’ultimo sondaggio dell’American Association of Individual Investors (AAII), ha mostrato solo il 24% dei partecipanti che si aspetta un rialzo del mercato azionario a distanza di 6 mesi (questa è la domanda posta nel sondaggio settimanale).

La maggiore variazione si è registrata tra i ribassisti, cresciuti del 14,2% al 47,7%.

Il Bull/Bear ratio è così sceso sotto quota 34% per la prima volta dalla fine di agosto 2010, come altre 4 volte dal marzo 2009, con conseguenze positive rilevanti come anticipato nel commento flash.
E’ indubbio che, considerato i precedenti, il miglior segnale di acquisto di medio-lungo termine, si avrebbe con un aumento dei ribassisti sopra quota 50% e un contestuale calo del ratio bull/bear sotto quota 30%.

Volendo comunque ricercare i casi in cui, dopo un ribasso di almeno il 7% dai massimi annuali dell’S&P 500, il Bull/Bear Ratio AAII è sceso sotto quota 34%, si ottiene la seguente statistica.
Dal 1987 (inizio del sondaggio AAII) la performance successiva nel breve termine è superiore alla media storica del mercato, ma molto più interessante a distanza di 6 mesi.
Dei 24 casi analizzati solo 2 si sono rivelati negativi dopo 6 mesi, con una media della perdita massima (drawdown) durante questi 6 mesi di solo l’1%, comparato con un guadagno medio massimo dell’8,8%.
Un rapporto rischio/rendimento indubbiamente molto favorevole, considerato che i casi negativi peggiori si riferiscono al periodo della guerra del golfo dall’agosto all’autunno 1990. Tutti i casi riscontrati negli ultimi 11 anni hanno mostrato un numero di eventi negativi e relative perdite inferiori al punto percentuale nei diversi periodi analizzati.

Intanto il modello sull’Equity Put/Call ratio, che come gli altri indicatori e modelli del sentiment tornerà ad essere disponibile nel nuovo sito di Sentimentcharts nella sezione grafici, ha raggiunto venerdi livelli estremi che non si vedevano dalla crisi finanziaria dell’autunno 2008.
L’Equity Put/Call ratio prima ha sfiorato quota 1, nella giornata di mercoledì 8, e poi l’ha superata, per la prima volta dal gennaio 2009, nella giornata di venerdi.
Questo eccesso di speculazione ribassista sulle opzioni delle azioni, da parte dei piccoli traders, ha spinto gli indicatori che ne derivano su livelli elevati influenzando di conseguenza il modello su cui è costruito, il quale ha superato tutti i due picchi precedenti segnati sui minimi di luglio 2009 e fine maggio 2010.

Dal mercato delle opzioni arrivano quindi segnali di pessimismo estremo, spesso coincidenti con un minimo dei mercati azionari Usa.
Si sta avvicinando il momento della verità per la crisi del debito greco e di conseguenza per il settore finanziario, chiamato a contribuire negli aiuti al paese, oltre per l’azionario europeo in generale.
I ministri delle Finanze della zona euro s’incontreranno martedì 14, per discutere della profonda crisi greca, la riunione servirebbe a preparare il terreno il successivo incontro del 20 giugno, quando i 17 ministri della zona euro dovrebbero mettere a punto i dettagli del secondo pacchetto di prestiti di emergenza per la Grecia.
A questi appuntamenti arriveremo con un eccesso di pessimismo tra gli investitori, i quali avrebbero bisogno di un’ignezione di fiducia, guarda caso nei giorni scorsi la Merkel, nella sua visita negli Usa, ha raccolto l’invito dell’amministrazione Obama a fare quanto è necessario per evitare un rischio “Lehman”.
Paolo Calcinari
paolo@sentimentcharts.it




