La settimana è stata caratterizzata, soprattutto negli ultimi giorni, da una generale smobilitazione delle posizioni sulle asset class rischiose, comprese le materie prime a cui ha fatto da contro-altare il recupero dell’obbligazionario governativo e del dollaro.
I timori ora sono legati alla sostenibilità dell’economia mondiale, dopo i dati inferiori alle stime usciti in Cina, da qui il calo soprattutto del Rame, ma in particolare dopo che il Giappone, la 3° Potenza economica, si trova ad affrontare la peggiore catastrofe dopo la 2° guerra mondiale.
Sull’S&P 500 il quadro tecnico si è complicato non poco dopo che il ribasso di giovedì ha attivato un Testa e Spalle ribassista sul grafico orario, con il superamento della neckline passante sui due minimi intraday precedenti.
Il recupero nel finale della giornata di venerdi, che ha trovato opposizione sulla neckline, sembrerebbe il classico pull-back post rottura.
Il target minimale della figura si colloca in zona 1.270 punti.

Molto più preciso, graficamente parlando, il Testa e Spalle ribassista formato sempre sul grafico orario del Nasdaq 100. Il taglio della neckline avvenuto giovedì si è verificato con un gap ribassista, in parte ricoperto venerdi con il pull-back sulla neckline del testa e spalle. In questo caso il target della figura ribassista è posto a circa 2.235 punti.

I traders istituzionali sulle opzioni dell’Oex non sembrano ancora accontentarsi dei recenti ribassi, dato che si trovano ben posizionati per sfruttare l’aumento di volatilità e ulteriori ripiegamenti dell’indice azionario S&P 100.
Dopo un 3° picco del put/call ratio Oex, che ha confermato l’intenzione dei traders istituzionali di acquistare ancora put sui rimbalzi degli indici, è iniziata la settimana delle scadenze tecniche sui futures e sulle opzioni.
Valori in calo del put/call ratio Oex sotto quota 1, che segnaleranno le vendite di opzioni put, spingerebbe la sua media mobile a 10 giorni verso livelli dovrebbero anticipare una ripresa degli indici azionari.
Nello stesso tempo il Put/Call Open Interest Ratio sull’Oex, che è cresciuto a nuovi massimi con l’avvicinarsi delle scadenze tecniche, sarebbe destinato a scendere anch’esso, segnalando l’uscita dalla posizione ribassista assunta dai traders istituzionali nell’ultimo mese.
La scommessa sulle put dei traders istituzionali dovrebbe risultare ancor più gratificante per l’atteso aumento della volatilità sulle opzioni.
Il Vix, che misura la volatilità implicita sulle opzioni dell’S&P 500, è uscito a inizio settimana da un triangolo, massimi decrescenti e minimi crescenti, simile a quello visto sull’S&P 500.
La rottura del triangolo comporterebbe per il Vix, secondo la teoria di questa figura, il superamento di quota 25 nel brevissimo termine, con implicazioni negative per l’indice S&P 500.

Le prossime due settimane dovrebbero risultare decisive per le sorti dei mercati azionari.
Gli eventi recenti hanno messo a dura prova la fiducia degli investitori, i quali devono ancora valutare l’impatto economico della catastrofe abbattutasi sul Giappone, vedremo se manterranno la calma o si faranno prendere dal pessimismo, in questo caso sarebbe un’opportunità d’acquisto.
Paolo Calcinari





