Abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione della forza di questo Bull Market, un mercato che non scende quando dovrebbe (come suggerito ad esempio dalla stagionalità negativa degli ultimi 5 giorni di marzo), neppure per fare una correzione giornaliera se non su base intraday, è un mercato che vuole raggiungere nuovi massimi ed anche in fretta.
L’impressione è che con l’avvicinarsi della stagione degli utili gli investitori non si vogliono far trovare sotto pesati in azioni e approfittano del minimo ripiegamento per comprare.
Gli eventi esogeni occorsi nel mese di marzo, tsunami e disastro nucleare in Giappone e le rivolte nei paesi arabi del Mediterraneo, oltre a provocare un’impennata della volatilità, hanno provocato volumi record sui mercati delle opzioni negli Usa.
Al 30 di marzo si è raggiunto 409 milioni di opzioni scambiate, oltre il precedente record di 406 segnato nel mese di maggio 2010, quando il “flash crash” intraday occorso il 6 maggio provocò la corsa all’acquisto di put. Aver comprato a fine di quel mese (il peggiore del 2010) voleva dire portarsi a casa un bel guadagno nei mesi successivi.
Il minimo di metà marzo è stato ancora una volta, come quelli precedenti, da un reversal della volatilità sul mercato delle opzioni. L’indice Vix dopo aver chiuso per due giorni consecutivi sopra la rispettiva banda di bollinger, calcolata a due deviazioni standard, è tornato in trend ribassista.
Recuperi del Vix verso la parte centrale del range di oscillazione, misurato appunto dalle due bande di bollinger, sono da considerare quali segnali di acquisto sull’azionario.
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Anche l’indicatore composito Pct-Vix Index, costruito utilizzando il Vix insieme al Total Put/Call ratio, ha registrato una netta inversione dopo essere balzato in zona di pessimismo, fornendo un segnale di acquisto nella giornata di giovedì 30.
Più vicini alla zona di ottimismo il Daily Sentiment Index sull’S&P 500, che misura il sentiment dei traders che operano sul futures relativo. Il DSI, dopo essere sceso sotto i minimi intermedi segnati durante la correzione di novembre 2010, si è portato sopra quota 80%.
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Molto più indietro il sentiment dei traders che operano sul futures dell’EuroStoxx 50.
IL DSI sull’Eurostoxx dopo aver raggiunto i minimi toccati a fine giugno e fine agosto 2010, che avevano intercettato i minimi dell’indice, si è riportato in zona neutrale, molto distante dalla zona di ottimismo.
Uguale situazione del sentiment troviamo sul Dax, dove il corrispondente DSI, dopo aver segnato i valori minimi durante l’attuale Bull Market, è passato sopra quota 50%.
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Questa differenza nel sentiment, maggiore sicurezza dei traders sul futures Usa rispetto a prudenza e scetticismo sui futures europei, potrebbe anticipare un maggior performance dei secondi rispetto ai primi nei prossimi mesi.
Dal 1950 il mese di Aprile è il 4° miglior mese in termini di performance mediana, su 61 mesi 42 si sono chiusi in crescita con una performance mediana dell’1,34%.
Dal 1980 Aprile passa al 5° posto nella classifica dei migliori mesi, 21 in rialzo su 31 con una performance mediana sempre dell’1,34%.
E’ nell’anno precedente a quello delle elezioni presidenziali Usa, come l’attuale, che il mese di Aprile ha dato il meglio di se, con 14 chiusure positive e solo 1 negativa, con una performance mediana del +3,88%.
Paolo Calcinari
paolo@sentimentcharts.it





