Il regime di Gheddafi in Libia ha le ore contate. Fará la fine di tutti gli altri regimi, crollando sotto il peso della democrazia. Si guarda già agli accordi commerciali post regime, ai nuovi contratti e ai soldi necessari per la ricostruzione. Gli investitori già sono in fase di acquisto sui mercati e questo lo di deduce anche dalla borsa di Tel Aviv che nonostante le bombe, i morti e le incertezze politiche chiude la settimana con un bilancio nettamente positivo.
Anche in Giappone si valutano i danni, ma più che altro si valuta quanto è grande l’opportunità di fare utili con la ricostruzione. È di poco fa la notizia che l’operoso Giappone ha ricostruito un’autostrada devastata dal terremoto in soli 6 giorni, rendendola completamente agibile. Cosa potrebbe fare il Giappone, da qui in avanti? Secondo me molto. La banca centrarle Boj sta immettendo liquidità nel sistema e storicamente una ripresa dell’inflazione ha favorito l’indice Nikkey, già ampiamente a sconto sui fondamentali. Inoltre, il problema Che ha afflitto il Giappone negli ultimi anni sono i consumi interni, molto deboli e privi di spunti. Ora i Giapponesi hanno un buon motivo per spendere : devono ricostruire il loro paese e questo porterà grandi movimenti di denaro e con esso utili e speculazione al rialzo.
Al livello globale il disastro nucleare ha messo il turbo ai titoli dell’energia alternativa, solare, eolico ecc, dando anche qui una scossa al settore, che ultimamente mancava di appeal per un business lento e con pochi utili, ma al quale molti hanno creduto e voluto. Per me hanno fatto bene, anche se di utili finora se ne sono visti pochi, non credo che il nucleare sia l’energia del futuro. Bensì credo che ormai essa sia una tecnologia obsoleta e ben presto verrà surclassata da nuove fonti pulite che ormai il mondo chiede e chiederà sempre più a gran voce.
Insomma, tra guerre, sommosse, terremoti e tsunami, gli investitori non si fanno sfuggire l’ennesima occasione d’acquisto.
SITUAZIONE INTERMARKET
Ancora una volta, da analista tecnico, trovo conferma che il grafico mi dice tutto quello di cui ho bisogno. Già da tempo segnalavo l’estremo ipercomprato e la situazione tesa dei mercati pronti a stornare.
La correzione è avvenuta in perfetta sincronia con le varie teorie di mercato, in particolare quella delle onde di Elliott che vede il mercato stornare con le 3 onde correttive A B C. Poi sono stati toccati i supporti su molti indici e quindi di nuovo su.


Come si vece dai grafici, i vari indici hanno innescato una forte reazione sui supporti di lungo periodo. Ora sono a contatto con delle resistenze di breve periodo che possono dare adito a qualche storno di mercato come presa di profitto dai minimi.



Una volta superate tali resistenze il mercato avrà spazio di crescita impulsiva fino a 1550 di sp500 entro l’anno. Questo a livello grafico, ma anche al livello statistico si trovano molte conferme di cui abbia o già parlato nelle precedenti newsletter.
EUR/USD
La resistenza a 1.42 si è fatta sentire. Doppio massimo in corrispondenza della trend line ribassista di lungo periodo.

Il Dollar Index sembra voler venir fuori dal canale ribassista che lo ha imbrigliato per diversi mesi.

Le tensioni sul debito del Portogallo potrebbero innescare delle vendite sull’Euro che si farebbero più marcate nel caso di un coinvolgimento della Spagna.
A fare da contr’altare però c’è Trichet e al sua politica orientata ad un rialzo dei tassi che, fissato com’è sull’inflazione ho pochi dubbi che userà questa leva come forza deflazionistica in opposizione ad un rincaro delle materie prime sul rialzo del dollaro.
Attenzione quindi al bund. Una base si supporto sembra esser stata creata, ma i rendimenti in rialzo fanno pressione ribassista sui corsi dei titoli dell’ eurozona che fanno fatica a recuperare. Con Trichet di mezzo non mi farei molte illusioni. L’orientamento è alzare i tassi prima di USA e UK.
SENTIMENT:
La paura che il disastro giapponese potesse bruscamente impattare sulla crescita mondiale ha fatto precipitare il barometro del sentiment sul pessimismo. Ottima notizia per noi che ragioniamo in contrarian e che tutto sommato ce lo aspettavamo.



Il Vix ha riabbassato la cresta ma ora si trova in corrispondenza con dei supporti importanti e guardando i grafici è quindi probabile un colpo di coda dei ribassisti, ma di breve durata.

CONCLUSIONI:
A livello statistico e grafico i forti e lunghi trend long sono interrotti da brevi e profonde correzioni. Al di là delle motivazioni che producono tali correzioni esse sono sempre state delle ottime occasioni d’acquisto o d’incremento delle posizioni già in essere. I mercati hanno ripulito e scaricato gli indicatori e si mantengono long sia nel medio che nel lungo raggio. Gli spazi di crescita continuano ad essere ampi con i mercati emergenti che stavolta hanno retto molto meglio di quelli sviluppati, segno che qualcosa negli asset globali è davvero cambiato e motivi per diversificare ce ne sono eccome. Nuove energie e mercati di frontiera, Africa in testa, possono essere dei buoni temi per il prossimo futuro.
La manetta è stata spostata su Avanti Mezza Forza







