Dal profondo rosso del marzo 2009 al costante verde di oggi sono passati quasi 9 anni, quando in media un trend azionario su SP500 dura 6 anni. Complice certamente il QE si è creata quella che ormai molti definiscono una bolla da Asset. Ossia è cresciuto di tutto, azioni e obbligazioni di tutte le specie e natura, tranne l’oro e alcune materie prime.
Nell’ultimo decennio gli utili delle aziende dell’SP500 sono cresciute del 2.33% annuo ed il PE ora è 24.3 con l’indice che quota 2.664. Per mantenere questo livello di prezzo e magari raggiungere l’obiettivo di Goldman di 3.100 entro il 2020 gli utili dovrebbero crescere del 7% annuo da qui in poi, ossia dopo la più lunga serie storica di rialzi. A mio avviso le probabilità che ciò avvenga sono assai scarse. Molto più probabilmente può invece accadere che SP500 lasci sul suo terreno un buon 20-25% atterrando su multipli P/E sotto a 20 che sono più ragionevoli.
Ad aggiungere bolle su bolle ora c’è il fenomeno delle criptovalute, tra cui spicca il bitcoin. Finora si è scritto di tutto e di più su questo fenomeno ma è giusto che anche io vi dica la mia. Secondo me le criptovalute non sono una cosa malvagia, anzi tutt’altro ma così non potranno funzionare all’infinito. Nei film di fantascienza si fa spesso riferimento ad una valuta mondiale, ogni mondo ha la sua valuta e persino galassie intere scambiano con la stessa valuta. Negli anni a venire è verosimile che il mondo adotti una valuta unica per la Terra unificata, ma troppa acqua sotti i ponti dovrà passere prima che avvenga.
Per il momento c’è il bitcoin che in modo trasversale unisce tutti i paesi del mondo come un filo invisibile, e infatti il bitcoin è invisibile: non è coniato e non esistono ne monete fisiche ne di carta. Non ha un controllore, può conservare l’anonimato di chi le detiene e al momento viene scambiato quasi esclusivamente per traffici illeciti di ogni tipo.
L’idea è buona ma se tutto il mondo adottasse una valuta del genere come si potrebbe avere il controllo delle trattenute fiscali, antiriciclaggio e trasparenza ?
Se invece la futuristica Banca Mondiale adottasse una criptovaluta a livello globale, sotto il suo controllo, come una qualunque valuta fiat, sarebbe una cosa fattibile, oltreché sensata.
E poi c’è il problema di dare una valutazione alle criptovalute, ossia non sono ancorate a nulla. Ne al PIL, alla politica economica o a qualsivoglia parametro che possa fungere da ancora per determinare se sia sopra o sottovalutato. Quindi quanto vale 1 Bitcoin ? 1.000$, 10.000$ o 100.000$ lo decide soltanto la domanda e l’offerta. Quindi ottimo per tradare ma non va bene per un’asset allocation ragionata.
Per il momento rimango confinato nella sfera degli osservatori del fenomeno criptovalute lasciando ad altri l’onore e l’onere di trattare la cosa.
CONCLUSIONI :
Mantengo la view positiva anche per il 2018 con sottopeso azionario e dollaro, spazio alle materie prime e alle obbligazione emergenti in valuta locale. Se poi il mercato dovesse stornare in modo marcato si rivaluteranno le posizioni.
Un augurio di buon Natale e Felice 2018 !











