“ I benefici dell’investimento immobiliare sono sopravvalutati !” In questa frase è racchiuso il motivo del crack Dubai, come di tanti altri crack basati sull’investimento immobiliare, compresa l’attuale crisi proveniente dai mutui subprime.
Ormai è ufficiale e sotto gli occhi di tutti : L’immobile non vale ciò che sembra valere ! Dico questo poiché dopo la crisi dei subprime, che ha riguardato i cosiddetti poveri dell’economia occidentale, il problema si è spostato laddove invece ci sono i veri ricchi , cioè Dubai.
Dubai è una vera e propria cattedrale nel deserto, con grattacieli, isole a forma di palma, progetti faraonici e dispendiosi. C’è anche un pista da scii, che costa in termini energetici, un occhio della testa : pensate un po’ quanta energia viene “sprecata” per portare la temperatura del deserto da 40° a -2° per consentire il capriccio di sciare nel deserto ! Alla faccia dell’ economia sostenibile !
Dubai è stata la moda dell’ultimo momento dei cosiddetti ricchi, da Bill Clinton a Naomi Campbell e Beckham, tutti hanno comprato una casa a Dubai. Chi mezzo grattacielo, chi una villa. Prezzi alti che in apparenza continuavano a salire, fino all’inesorabile CROLLO !
Si è continuato a costruire, in barba alla crisi, anche quando era palese che la domanda era calata. Ci sono più cantieri aperti che gente disponibile a comprare. Fino a ieri molti che compravano a Dubai, lo facevano per diversificare i loro grandi patrimoni, ma molti altri lo hanno fatto per riciclare soldi sporchi o in nero. Il sommerso, de facto, ha fatto la vera fortuna a Dubai, ma si sa che le cose fatte così sono castelli di carta destinati a crollare alla prima incertezza dei mercati.
Ancora una volta mattone giù ! Normale direi, con i mercati finanziari tornati ai livelli pre-crisi Lhemman Brothers . Il mercato immobiliare ha un ciclo sfasato di qualche anno rispetto a quello finanziario. La zappa sui piedi, ormai è chiaro, s’è l’è data chi, 1 anno fa ha venduto azioni e comprato immobili. Entrambe investimenti di lungo raggio, ma trovarsi a -50% con un immobile è assai peggio che un -50% di un mercato azionario. Mentre il mattone è un mercato molto lento e per il suo recupero sono necessari anni, il mercato azionario invece è molto più veloce, diciamo mesi. Questa crisi lo ha dimostrato.
In tutto ciò traspare una certa enfasi … ebbene si, lo avevo scritto in piena crisi, il 18 novembre 2008 in questa newsletter : http://www.snipertrading.it/come-sara-la-nuova-economia/
Avevo la palla di vetro ? Assolutamente no ! Soltanto logica e zero emotività ! Metodo e disciplina!
La crisi di Dubai è piccola :
59 miliardi di dollari è il debito che Dubai farà molta fatica a rimborsare. In pratica “noccioline” di fronte ai bilioni o trilioni di altri debiti in giro per il mondo. L’intera Argentina, al momento del fallimento ha reso insolvenze per 95 miliardi di dollari.
MERCATI FINANZIARI :
Appena la notizia si è sparsa giù tutti i mercati. Poi, il giorno dopo, spettacolari recuperi con volumi in acquisto decisamente forti . Meno in USA poiché venerdì le borse hanno girato con orario ridotto per via della festa americana del Thakingsaving.
ITALIA :

EUROPA :

SENTIMENT :
Quasi lo attendevamo come fosse una manna scesa dal cielo. Un sano panico era ciò che serviva per cominciare a far scattare qualche segnale d’acquisto valido per il sentiment. La paura fa vendere i piccoli e comprare i grandi.
Volumi da panico hanno fatto scattare il segnale buy su questo indicatore :

Il Nyse è entrato in zona ipervenduto quasi estremo :

Il VIX, indice di volatilità ha però rialzato la testa :

DATI MACRO :
Buone le notizie macro ante crack Dubai .
- Le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono scese per la prima volta in 54 settimane sotto quota 500.000 unità, sui minimi da settembre 2008.
- Rialzo superiore alle attese delle vendite di case nuove.
- Rialzo superiore alle attese e del reddito personale
- Rialzo superiore alle attese della fiducia dei consumatori pari a 67,4
I dati sopra riportati hanno alimentato l’ottimismo circa un rafforzamento dell’economia.
Hanno deluso invece gli ordini di beni durevoli, scivolati inaspettatamente in ottobre. Tuttavia il calo e’ stato controbilanciato da una revisione al rialzo del mese precedente, al 2%.
CONCLUSIONI :
E’ probabile un ritorno alla volatilità ampia, da monitorare con attenzione. In ogni caso ciò rappresenta uno sblocco della posizione di stallo degli indici, orientati al ribasso nel breve periodo.
Si iniziano ad intravedere dei buoni livelli di supporto e volumi in accordo con il trend. Nessun segnale tecnico valido al momento. Meglio attendere una compressione di mercato.
Emotivamente la botta di Dubai potrebbe rappresentare l’anello mancante in una logica di trend da swing (Sali e scendi).
La manetta, come già detto nella mia precedente, è passata da Avanti Mezza Forza a Manovra Avanti, in ragione dello STOP di 1 ° livello entrato sul breve periodo.
La view rimane positiva nel medio e lungo raggio.
Saluti







