Il 2013 si è chiuso sull’onda lunga dell’esuberanza borsistica, tanto che il Sentiment quasi urlava di vendere. Il nostro modello è contrarian, cioè si basa sul fatto che quando il Sentiment è troppo positivo è bene vendere, mentre quando è negativo si può comprare.
Certo, con questo approccio, non si venderà mai sui massimi e non si comprerà mai sui minimi, o quantomeno lasciamo sul campo il minimo indispensabile. Solitamente lasciamo sul campo qualche giorno/settimana di rendimento futuro ma poi, si sa che quando le borse vogliono invertire solitamente lo fanno senza avvisare e, in men che non si dica di perde il rendimento di settimane o mesi di rialzi.
Il metodo ha pagato ancora una volta : Nel 2013, ad ogni strappo rialzista abbiamo venduto, così da trovarci a fine dell’anno, quando l’ottimismo era alle stelle, con un’ esposizione al rischio molto bassa.
Gennaio 2014 si è chiuso con il maggior ribasso delle borse occidentale dal 2009, il 2° dal 1990. Al contrario l’oro è salito.
I timori di un tapering più aggressivo si sono fatti sentire, proprio quando gli investitori si sentivano “sicuri”.
Ribassi a macchia di leopardo anche nei paesi emergenti dove però ha giocato a sfavore il cambio che in alcune aree è sceso parecchio quasi a replicare il sell-off generato a giugno 2013. I minimi dei paesi emergenti verranno probabilmente rivisti a breve ma ritengo che questa asset-class sia tra le poche ad avere un valore aggiunto nascosto per il 2014.
Come ci fa notare il nostro amico Paolo Calcinari la sottoesposizione dei gestori pari al -15% si è rivelata nel passato come ottima opportunità d’acquisto.
Discorso complesso gli emergenti, conditi con valute ancor più volatili, ma la cosa che impressiona positivamente, come lettura contrarian, è il sottopeso dei gestori in queste aree come nel metallo giallo.
Nei paesi emergenti abbiamo come dicevo, situazioni buone e cattive, ma nel complesso la media delle borse emergenti è andata meglio dall’inizio 2014 ad oggi, rispetto a quelle dei paesi occidentali.
Malati gravi :Ucraina, Venezuela, Argentina, Thailandia, Egitto, Turchia, ma le scadenze elettorali in Turchia, India, Brasile, Argentina, Thailandia potrebbero portare ad una svolta.
Ci sono poi paesi stabili che continuano a crescere molto bene come Messico, Filippine, Colombia e Perù, ma anche Africa con il Ghana, Nigeria, Kenya e Mozambico.
Ritengo che la classe dei fondi/sicav che investono nei Frontier Market possano fare bene per il 2014.
Gli indici americani hanno stornato da inizio 2014 assieme al Giappone ed Europa. I dati non sono e non saranno migliori delle aspettative e pertanto ogni dato non entusiasmante o pari alle aspettative avrà un impatto più negativo che positivo. D’altronde ieri, venerdì 7 febbraio, per esempio, sono passati i dati occupazionali USA, usciti, non buoni e la borsa si è messa a correre perché pensano che il tapering sia meno aggressivo, ma si tratta più che altro di un buon motivo per rimbalzare nel breve, visto che gli oscillatori si sono scaricati come pure gli eccessi. Rimane il fatto che nel medio raggio questi dati macro negativi impatteranno e freneranno ulteriori solidi rialzi.
Insomma, vedo un altalenarsi di rialzi e di ribassi, ma direi più ribassi che rialzi, almeno fino all’estate quando ne sapremo di più sui dati macro.
In tutto questo, il bistrattato oro ha fatto la parte del leone con gran bel rimbalzo iniziato proprio in sordina esattamente il 31-12-2013, quando le blasonate agenzie di rating passavano target negativi sul metallo giallo e giudizi di “vendere”. Certo è che, ne abbiamo discusso molte volte, tali istituzioni non perdono occasione per depistare il mercato a loro favore con titoli contrari ai loro intendimenti, ma per fortuna almeno qui li abbiamo smascherati ancora una volta e non a caso nel mio post di fine dicembre 2013 facevo notare come l’oro potesse essere una buona occasione d’acquisto. Come dice qualcuno … loro non si arrenderanno mai, ma noi neppure !
Conclusioni:
Lo storno ha scaricato le tensioni, e nel breve un rimbalzo ci sta pure, ma per gli occidentali non vedo ancora spazi per grandi affari a prezzi buoni, Europa inclusa (rischio geopolitico alto). Mentre vedo molto bene la gran parte degli emergenti e l’oro, non escludendo prodotti come gli Inflaction linked, tanto bistrattati dai gestori, che come abbiamo visto, sono dei buoni segnalatori contrarian.
Saluti












