Tanto tuonò che alla pine piovve !
Nelle ultime 2 settimane sui mercati finanziari si è assistito ad una marcata presa di profitto in tutti i settori. E’ sceso sia l’azionario che l’obbligazionario, di ogni tipo e forma.
Quando al mercato scende sia il prezzo delle zucchine, delle patate, della carne e pure del pesce, significa solo una cosa : i prezzi sono troppo alti e la richiesta scarseggia.
Nell’obbligazionario si è assistito al 3° ribasso più profondo degli ultimi 20 anni, che sommato al calo fisiologico delle azioni in generale, non ha lasciato scampo ai portafogli che hanno visto ridursi dai massimi percentuali dell’ordine di 4-5% sia nei fondi azionari, obbligazionari che bilanciati o flessibili.
In pratica una piccola tempesta perfetta che trova però origine e giusto humus nel repentino rialzo di tutte le classi di rischio, con la complicità delle case d’investimento che si apprestavano a sparare target ambiziosi per questo o quell’altro mercato.
Dal canto nostro (del sito intendo) abbiamo provveduto con una marcata riduzione del rischio, proprio in prossimità del “Sell in may and go away” che anche quest’anno sembra proprio non voler mancare l’appuntamento con la statistica.
Dopo la tempesta rimango molto divertito a leggere i commenti di chi prima era ostinatamente long e oggi invece è, erroneamente secondo me, short.
Ritengo che la manipolazione dell’ ultimo mese abbia attecchito laddove non c’è nessuna guida finanziaria in termini di metodo e calcolo del rischio.
Quando ad aprile ho iniziato a ridurre il rischio i miei detrattori hanno provato a tacciarmi dicendo che non vi era motivazione alcuna alla riduzione o peggio ancora mi hanno etichettato come “uccello del malaugurio”.
A loro ha risposto il mercato, ma è bene ribadire che io non faccio previsioni ma calcolo semplicemente (come se fosse fosì facile..) il rischio.
I motivi del generale ribasso sono di varia natura, ma in primis hanno contribuito le ventilate news sulla fine del QE americano e l’inflazione che non decolla. Insomma, i mercati iniziano a scontare il fatto che tra qualche mese il “malato” USA dovrà dimostrare di essere autosufficiente senza l’ausilio di supporti artificiali.
Il supposto rallentamento asiatico unito alla vera paralisi in Europa e il rialzo dei tassi in prospettiva hanno fatto il resto .
E ora ?
Credo nessun problema … anzi, accolgo tale storno come occasione d’acquisto:
I flussi di denaro che hanno supportato il rialzo negli ultimi mesi sono stati originati per lo più dagli istituzionali, la massa invece è stata in disparte e non ha partecipato. C’è ancora molta benzina nei sebatoi di chi non è ancora entrato nel mercao: il pubblico indistinto.
Gli USA sono in trend positivo e dopo questa correzione tutt’al più rimarranno in trading range fino all’autunno.
L’obbligazionario ha cedole garantite anche se inferiori agli anni passati, ma in questo mondo d’indebitati alla fine sono una garanzia di resa futura al riparo dalla volatilità.
Mi guardo invece ancora bene dall’ Italia dove è marcata la volontà di non dire tutta la verità sui disastrosi conti pubblici e dove gli organi di stampa “vendono” storielle felici come la chiusura della procedura d’infrazione contro di noi, con la sola pilotata speranza che questa piccola goccia nel mare possa riportare l’ottimismo negli italiani. Tutte chiacchiere : il grafico dell’Italia è pessimo e fino a prova contraria lo vedrò come appare oggi, cioè brutto e privo di trend :
La Francia è entrata in recessione e la Germania ha cominciato a zoppicare vistosamente, quindi in Europa non vedo cenni di miglioramento, anzi la situazione sembra peggiorare, con l’avvicinarsi delle elezione tedesche e Draghi che nell’ultima dichiarazione sembra aver voluto imitare Trichet … ve lo ricordate ??
CONCLUSIONI :
Si segue il metodo : chi è dentro niente paura, piccoli aggiustamenti sul portafoglio per poi magari incrementare alla fine dell’estate.
Per chi è fuori questa è una magnifica occasione per allocare risorse, sia nell’obbligazionari che nell’azionario.










