Spero che Brexit abbia insegnato tanto a molti! La disinformazione di massa e l’accanimento hanno spinto alcuni dei massimi esponenti economici pro-Europa a pronosticare che in caso di Brexit l’Inghilterra non avrebbe avuto un domani. Catastrofi finanziarie e profonde recessioni sarebbero arrivate da subito per l’intera Europa.
A distanza ormai di mesi, non solo non è successo nulla di quanto preventivato, ma è vero il contrario : l’Inghilterra non ha subito contrazioni in termini di export ne di PIL e in molte aree, grazie alla svalutazione della sterline, c’è stato un aumento del turismo e di export, con buona pace di chi pensa che sia necessaria un’ Europa unita.
L’ Inghilterra sta dimostrando che vivere in Europa non sia obbligatorio, ne necessario. Molti luminari economici, nonché premi Nobel all’economia hanno già da tempo dichiarato che l’esperimento dell’Euro è di fatto un fallimento, per altro annunciato diversi anni or sono.
Gli stessi luminari si trovano d’accordo per dividere l’Euro in 2 :Euro forte e Euro debole. L’euro forte composto dai paesi nordici, Germania in testa. L’euro debole dai paesi del sud Europa come Italia, Grecia, Spagna e Portogallo. Sarebbe la cosa giusta da fare, ma siccome a rimetterci sarebbero le banche allora non se ne farà nulla.
Intanto il grafico dell’Europa appare mesto e privo di direzione. Soltanto le valutazioni basse spingono ad accumulare posizioni nel lungo periodo che, a ragione, nell’arco di pochi anni possono venir su bene, anche in caso di disgregazione dell’euro.
In Ameria il clima si fa più caldo, con l’inflazione che inizia a spingere e le elezioni alle porte. C’è poi la questione FED, indecisa su quando rialzare i tassi, e quindi il sentiment attendista imbriglia il grafico in una fase laterale con alte valutazioni di P/E, ma con una concreta speranza che la crescita mondiale possa continuare ad espandersi nel 2017.
Se l’inflazione inizia a fare capolino è giusto comprare le materie prime che dal canto loro rimbalzano dai minimi e vanno a cozzare contro la trend-line ribassista di lungo corso, che se violata al rialzo spingerebbe i prezzi (petrolio incluso) a nuovi massimi relativi.
Attenzione poi all’oro, che dopo il break della trend line si trova ora a contatto con l’incrocio di trend e sopra la mm200. Ottima zona di supporto per poter entrare o incrementare le posizioni. Tralascio gli aspetti macro dell’oro, tanto ormai l’hanno capito tutti che è sottovalutato e i portafogli si stanno riempiendo di oro soltanto ora. Da questi livelli, il prezzo potrebbe salire, anche notevolmente.
Da tempo ormai abbiamo abbandonato le obbligazioni occidentali a tassi negativi andando a comprare Obbligazioni Emergenti e in valuta locale. Dopo un primo impulso rialzista è seguita una vera inversione. Ora il grafico è in fase di pull back per scaricare gli oscillatori, offrendo opportunità d’acquisto.
CONCLUSIONI :
Se il mercato azionario è laterale, quello sulle materie prime, oro e obbligazioni paesi emergenti offrono un trend da cavalcare, in linea con quanto detto all’inizio dell’anno.
Non cambio nulla del portafoglio modello, tranne per il fatto che ora si possono incrementare le posizioni.
Per l’Italia stendo un nuovo velo pietoso per le vicende nostrane in ordine alle banche, con MPS alla frutta … e meno male che per Renzi a gennaio era un affare !! Da Gennaio 2016 il titolo a perso l’85% ed il 99.99% dai suoi massimi. Basterebbe nazionalizzare MPS per risolvere i problemi… ma poi la politica ?
Saluti











