E’ proprio vero che quando le cose si mettono bene scrivo meno, ma non per questo abbasso la guardia.
Questo gennaio è stato, per gli indici USA, il mese migliore dal 1997 ! E non a coso i risultati si riflettono anche dal punto di vista del sentiment con un ribasso notevole dei pessimisti.
Gli ultimi dati macro sono stati davvero buoni con la disoccupazione Usa in calo al 8.3% dal 8.5% delle previsioni . Indice ISM a quota 56.8 stabilmente sopra quota 50 che indica espansione.
In Europa l’indice bancario l’ha fatta da padrone contribuendo non poco alla ripresa anche del nostro indice.
In grande spolvero anche i mercati emergenti con rialzi a 2 cifre. Bene anche le materie prime e l’oro.
In Italia il tasso a 2 anni è passato dal 7,5 di fine novembre al 3% di questi giorni:

Mentre lo spread sul decennale è calato a 377:

Sembra quindi splendere il sole, ma è proprio in questi frangenti che l’avidità non deve prendere il posto del buonsenso e della prudenza.
Gli indici infatti si apprestano a fare un pull back, stavolta salutare, con S&P 500 orami proiettato alla resistenza di 1.350 :

Il barometro complessivo sul sentiment segna quasi un estremo di fiducia nel breve periodo e ciò non stupisce se pensiamo che soltanto 2 mese fa si respirava un denso pessimismo, quindi al momento l’estremo non preoccupa poiché ritengo sia un rimbalzo naturale a mò di elastico :
Come pure i privati che devono il loro ottimismo al calo notevole di queste settimane dei pessimisti :
Se volessimo però misurare la bontà del trend si può rispondere affermativamente dando un’occhiata ai NEW-HIGH sul Nyse, cioè a quanti titoli stanno segnando i loro massimi rispetto alla crescita dell’indice. Dal grafico si può notare che la crescita dell’indice si riflette in nuovi massimi di un numero maggiore di aziende. Da questo punto di vista il trend non è quindi effimero, ma al contrario appare molto robusto e partecipato:
Gli indicatori di sentiment generale sugli indici non mostrano eccessi, con il taglio della MM200 da parte di S&P 500, ma occhio alla res di 1.350:
Sul DJEuroStock 50 stesso discorso ma attenzione alla MM200 e al picco di fine ottobre che potrebbero insieme offrire una opportunità di presa di profitto e di pull back alle porte:
Il bund lo vedo tirato, sono mesi che lo dico ma lui è sempre lì. Continua a disegnare divergenze ribassiste con il sentiment in lento declino. Come potrebbe essere diversamente se alle ultime aste dei Bund il rendimento è sceso sin sotto lo 0% ?
CONCLUSIONI :
Un pull back ci sta tutto e sarebbe anche salutare. Il successivo obiettivo di S&P 500 è il suo massimo storico poco sopra 1.500. Se in un solo mese siamo arrivati sin qui entro l’estate i 1.500 appare un obiettivo concreto e raggiungibile. I pull back che inevitabilmente ci saranno devono esser visti come occasioni per incrementare l’esposizione azionaria, in particolare verso gli USA e gli emergenti, che non dimentichiamolo, hanno i più alti PIL e i più bassi deficit.
Saluti














