L’isteria ha toccato il suo apice ieri venerdì verso mezzogiorno in Italia quando l’indice guadagnava +1,5%, poi improvvisamente siamo precipitati a -2% in pochi secondi. Sell-off sulle banche con raffica di sospensioni al ribasso, mentre tutte le altre piazze europee rimanevano abbondantemente in positivo.
Cosa sia successo nessuno ancora lo sa e speriamo che la Consob faccia il suo dovere. Sono state fatte delle ipotesi e delle illazioni che vanno dalla vendita in massa di alcuni edge-fund al fatto che Moody’s ha messo sotto osservazione 16 istituti nostrani, ma quest’ultima era una notizia del giorno prima.
In ogni caso, nel clima negativo che aleggia sulle nostre borse, i mercanti di sventura trovano di certo terreno fertile assieme a certa carta stampata e molti siti internet.
Gli attacchi alla fiducia dei paesi europei e alle borse sembra non avere fine. Le cassandre si sono viste contrariate allorquando il ministro delle finanze della Grecia ha stretto un patto quinquennale con il FMI e UE, forse avevano speculato poco al ribasso. E allora giù sulle banche con Moody’s e sui debiti sovrani, e poi ancora illazioni e spargimento di panico sul fatto che la Grecia non riuscirà a far approvare la manovra finanziaria. E se questo non dovesse bastare sono pronti a prendere in mano il prossimo argomento scottante cioè il default tecnico del debito USA.
Questi sono i professionisti del terrore finanziario che hanno l’unico scopo di creare panico e allarmismi esagerati, spesso con informazioni distorte e gonfiate ad arte. Tutto questo per guadagnare sia al ribasso ma anche al rialzo quando la tranquillità sarà ritrovata.
Qui c’è gente che in questo trend Bullish di lungo periodo ci vuole privare dei titoli comprati a buon prezzo già molto tempo fa, con la scusa della doppia recessione in arrivo piuttosto che di qualche altro default in ordine sparso, una volta in Europa l’altra negli USA. Tutte le scuse sono buone per indurre le vendite….
Non v’è dubbio alcuno, che la fase sia di rallentamento sulla crescita e sui consumi e che il QE3 non sia possibile farlo, ma ci dovremo accontentare di una versione Light del QE2. In Europa poi abbiamo il problema della Grecia, che però ha già incassato la fiducia del governo e stretto un accordo di 5 anni con il FMI-UE e si vede al voto di mercoledì con più fiducia di prima.
Le materie prime sono al ribasso ma proprio per questo le punte inflattive vengono limate migliorando quindi i costi produttivi.
La disoccupazione è ancora un problema ma siamo lontani dai numeri dello scorso anno e del 2009.
I PIL sono e rimarranno positivi, magari non saranno dei PIL eccezionali ma neanche da buttare via.
Insomma, oggi si fanno i conti con la realtà. Nessuno ha mai detto che l’uscita dalla crisi 2009 sarebbe stata una cosa facile, le borse prendono atto e arretrano, ma in maniera composta, favorendo quella che probabilmente potrebbe essere una trading range piuttosto ampia.
Tutto ciò certamente impaurisce lo speculatore di breve, ma per il risparmiatore di medio lungo-raggio questa onda secondaria ribassista rappresenta di certo una opportunità di ri-accumulazione.
Saluti






