Ieri è stato raggiunto un altro accordo per salvare la Grecia. L’UE e il FMI hanno stabilito una ulteriore trance di 12 MLD € da erogare entro luglio e si parla di altri 65 MLD entro il 2014.
La borsa di Atene inverte la rotta, chiude con un rialzo del +5,67% e tira su anche i nostri titoli bancari dallo sprofondo.

Ma il problema della Grecia non è così di facile soluzione. Esso infatti è tutto nei numeri.
La Grecia ha una popolazione di appena 11 Milioni di abitanti e un debito complessivo di 330 MLD € che è pari al 150% del PIL. I soldi che l’Europa sta prestando alla Grecia sono vincolati a profonde ristrutturazioni interne che porteranno risparmi per 6,5 MLD €, molto pochi rispetto al debito.
Per fare di più la Grecia privatizzerà molte aziende statali nei settori della telefonia, acque potabili, banche, energia ecc, vendendo quindi i gioielli di famiglia, ma l’ammontare incassabile non supera i 50 MLD €.
Una ristrutturazione del debito greco o default (che poi è la stessa cosa) pare quindi essere l’unica soluzione per ripianare il grosso debito. Ristrutturare significa tagliare del 50% o anche del 66% il debito verso i creditori, chiunque essi siano, quindi se un risparmiatore o una banca possiede 10.000€ di bond greci, lo stato a scadenza ne rimborserà soltanto 3.300 € o 5.000 €. Oppure si potrebbe ricorrere nel mentre a qualche espediente, come allungare le scadenze e limare un po’ le cedole.
Come la si mette, la si mette male e l’impatto sarebbe devastante sull’EURO ma soprattutto sulle banche. Ecco perché si farà di tutto per scongiurare l’effetto domino che si potrebbe riversare sugli altri paesi PIIGS, Portogallo e Irlanda in testa.
Le nostre banche non sono molto esposte, ma alcune europee lo sono eccome, quindi è meglio che si accordino, magari puntando su un energico rilancio greco che faccia crescere rapidamente il PIL.

SENTIMENT :
i recenti e deludenti dati macro USA hanno fatto precipitare il sentiment a livelli decisamente estremi e in mezzo a tutta questa baraonda di dati negativi, una lettura contrarian del sentiment sarebbe forse la cosa più giusta da fare.
La percentuale di investitori privati AAII nella settimana che si è chiusa il 1/06/2011 mostra questi risultati :

Ovviamente non tengono conto dei brutti dati USA .
La percentuale dei rialzisti è talmente bassa da essere considerata estrema, al pari del marzo 2009 e di ottobre 2010. Quindi un buon segnale long.

Il Daily Sentiment Index su SP500 mostra una discesa fino ai livelli di ottobre 2010 e sugli indici mi affiderei molto più all’analisi tecnica di periodo :

Sul bund e T-notes americano invece c’è un eccesso di ottimismo, che in Europa sta leggermente scemando forse a causa delle prese di profitto sull’obbligazionario dopo il recente rally :


CONCLUSIONE :
A fronte di dati macro negativi, in chiave contrarian cominciamo ad avere una lettura del sentiment positiva, che potrebbe far presagire una ricerca di supporti a breve termine per il mercato.
Il nuovo accordi per gli aiuti greci sta venendo in soccorso degli indici e la settimana borsistica che si va aprendo sarà carica di aspettative che confidiamo essere positive in tal senso.
Nel medio e lungo raggio ci rifacciamo ai P/E di mercato, molto bassi che pertanto ci fanno leggere il mercato come sottovalutato. 1 anno fa il P/E di SP500 era 18.26, oggi è 16,19, ma in base alle stime sugli utili dei prossimi 12 mesi il P/E scenderà ancora a 13.33. Per rientrare in media dovremmo stare attorno al 17 con 1° deviazione positiva a 20, quindi c’è molto spazio nei prezzi per crescere.
I trend primari di lungo periodo(durata qualche anno) , come questo, sono intervallati da trend secondari di segno opposto (durata qualche mese) e si sono sempre confermati delle ottime opportunità d’acquisto.
Saluti






