Certo recessione vuol dire calo dei prezzi in generale, perdita di posti di lavoro e produttività, ma tutto questo può essere misurato. E’ stato infatti calcolato che , anche prendendo le fosche previsioni di 2 anni di dura recessione di ROBINO, il gatto nero di Wall Street, il più pessimista di tutti per intenderci, i multipli dei 500 titoli dell’ S&P500 (P/E) dovrebbero misurare, ad oggi, un indice S&P che si dovrebbe attestare attorno a 1250 quando oggi lo troviamo a 968 circa , quindi con una differenza al rialzo di circa il +30% da fare prima che il mercato riprenda a ragionare.
Grafico S&P500 :

Da notare come la congestione della settimana precedente ha condotto i prezzi a fuoriuscire al rialzo con una notevole forza e poi hanno proseguito, segno che potrebbe essere molto di più di un semplice rimbalzo.
E’ vero il detto che la borsa ricomincia a salire quando son finiti i venditori e a pensarci bene questo momento potrebbe essere arrivato.
Ripercorrendo infatti l’evoluzione di questo “cigno nero” al ribasso è evidente che all’inizio vendevano tutti, chi aveva paura e chi doveva chiudere le posizioni costretto dall’automatica chiusura della “leva” finanziaria. Hedge fund, fondi, banche, risparmiatori, tutti a vendere in preda una follia generalizzata, ma poi…. vendi ,vendi, vendi, fino a quando non ti rimane più nulla da vendere e lì inizia il confronto con i compratori, che sovrastano in numero e in quantità i venditori facendo risalire il mercato.
Nulla quindi di diverso di quanto successo nelle altre crisi, tranne che questa crisi è stata definita la “crisi delle crisi” e al riguardo avrei qualcosa da aggiungere :
ANCORA SUL CIGNO NERO :
Nella mail precedente facevo riferimento di come questa crisi abbia di fatto mandato in default ogni tipo di tecnica, studio sul Sentiment, o qualsivoglia tentativo di confronto con il passato.
Per rendere meglio l’idea osservate il grafico seguente che prende a riferimento tutta una serie di indicatori come il VIX e le divergenze di molti oscillatori . Il risultato di questo misuratore dello “stress” del mercato è questo :

E’ palese che lo stress a cui il mercato è stato sottoposto è davvero notevole e non ha precedenti tanto da essere uscita fuori anche dai parametri della la teoria Gaussiana che pone il 99,7% degli eventi entro la terza deviazione standard. Inoltre i l professor Nigel Marriot della Royal Statistical Society , rapporta questo dato estremo ad una probabilità su 1 miliardo. David Watts, strategist di CreditSights Inc ., compara la misura raggiunta alla probabilità di vincere la lotteria due volte consecutive in una settimana o alla possibilità che la terra venga distrutta da un asteroide.
Proprio così … davvero incredibile quanto accaduto . Ma allora per il futuro cosa dobbiamo aspettarci ??
Affronterei il discorso partendo da una considerazione del tutto banale, ossia : immagino come se il mercato, essendo stato sottoposto a così enorme “pressione” in così poco tempo, sia stato come caricare una molla spingendola verso il basso. Togliendo la pressione, la molla ritornerà “velocemente” nella posizione originaria che possiamo identificare almeno in area 1250 di S&P500, ossia da dove è partito il forte ribasso del mercato. Strano, ma vero, che una semplice teoria sposi perfettamente con la precedente analisi macroeconomica. Solo coincidenza ? Lo vedremo nei prossimi giorni.
Si deve inoltre ricordare che comportamenti estremi dei mercati finanziari possono offrire opportunità estreme.
DATI USA:
Il mercato se lo aspettava ed infatti i dati macro americani sono stati brutti, ma … meglio delle attese:
- Crolla la fiducia dei consumatori , e questo mi pare normale in simile contesto.
- Crolla la fiducia delle Piccole Medie imprese , e anche questo è comprensibile e ce lo aspettavamo .
- Per la prima volta in 36 mesi il numero delle compravendite immobiari USA sale del 5,5% . Ottimo dato direi.
- Il numero dei mutui erogati in America è salito del 17%. Ma allora è proprio ripresa del settore immobiliare o quantomeno ha toccato il fondo ?!?!
TASSI BCE e FED :
E’ chiaro che l’America ha una governance della FED molto, ma molto più attenta all’economia di quanto invece fa la BCE. la Fed, nel corso degli anni è passata da un tasso di sconto dell’1% ad un tasso del 5,25% e ora, grazie all’ ennesimo taglio di 0,5% si trova di nuovo all’1%.
La nostra BCE è passata da un 2% ad un 4% in scia della FED, poi Trichet in luglio lo ha alzato “immotivatamente” al 4,25%; ora ci troviamo con un tasso del 3,75% e pare che debba scendere di un altro 0,5%, anche se Trichet ha dichiarato che non è sicuro.
Ora, perdonate la critica a BCE e Trichet, ma è giusto riportarvi quanto scritto in numerosi articoli di autorevoli economisti, anche perché è il mio pensiero : nella gestione di BCE o c’è incompetenza o malafede. Una delle due, non si scappa.
Non credo incompetenza, ma certamente una ingerenza tesa a salvaguardare meglio gli interessi della sola Germania. Discorso lungo e complicato e ve lo risparmio, ma gli effetti sono sotto gli occhi di tutti : Bce si muove dopo ed in ritardo rispetto FED, mai il contrario ! E chi ci rimette sono i cittadini Europei, che purtroppo dovranno sottostare ad una recessione più lunga di quella USA, tanto che, ad esempio, il mercato delle Case americane parrebbe aver toccato il fondo, mentre quello europeo è soltanto all’inizio di uno scivolone.
L’America, al solito, è organizzata e gestita meglio, ed uscirà dalla crisi prima e meglio di noi. Anche il cambio lo conferma : dollaro in ripresa su tutte le valute (dollar index). Euro al contrario in caduta contro tutte le valute. Casini anche in moti paesi emergenti Europei che vedono ridursi le riserve delle banche centrali per abbandono degli investimenti e riconversione al dollaro come valuta primaria mondiale.
Per cui sotto pesare l’Europa e incrementare tutto il resto con sovrappeso sul Dollaro. In effetti era già da molto che lo dicevamo in queste mie mail.

CURIOSITA’ :
Ho notato come in questi giorni, oltre al calo della benzina e gasolio, ci sia, in risposta al calo dei consumi, un generale ribasso dei prezzi anche nel settore dell’alimentare. In effetti nei supermercati si trovano offerte impossibili fino a qualche settimana fa. La recessione sta quindi producendo gli ovvi effetti positivi sula spesa. In una parola : calo dei prezzi.
La curiosità è questa : Nel noto centro commerciale romano La Romanina, in settimana si è svolta una svendita di moti oggetti Hi-Tech come cellulari, televisori ecc. Ebbene si sono riscontrate persone che hanno dormito fuori nel parcheggio, file interminabili tanto che sono scoppiate risse con feriti e vetrine spaccate !!! Bah … pura follia! Ma una domanda mi sorge spontanea : come mai si è disposti a fare tutto ciò per il 3° o 4° cellulare o 7° o 8° televisore pur sapendo che ciò che compro oggi tenderà a valore 0 , quando invece in borsa ci sono dei titoli offerti a forte “sconto”, che rendono assai, ma non vedo file per l’acquisto ??
E’ proprio vero che il cervello umano deve ancora essere in gran parte scoperto !!
MEDIARE IL PREZZO :
E’ noto che se un prezzo parte da 100 e va a 50 perde il 50%. Come pure un prezzo che da 50 va a 100 guadagna il 100%.
Su questa banale considerazione vi è la più grande regola di “Money management” sul risparmio gestito. Vediamo il grafico sotto riportato e facciamo le seguenti considerazioni.

Immaginiamo un risparmiatore che esegue le seguenti operazioni :
- Compra 100€ a 100 e ottiene 1 quota
- Compra 100€ a 150 e ottiene 0,66 quote
- Compra 100€ a 60 e ottiene 1,66 quote
- Compra 100€ a 40 e ottiene 2,5 quote
Come totale ha investito 400€ ed ha ottenuto quote per 5,82. Ora che il mercato si trova a 40 il risparmiatore è depresso ma poi il mercato inverte e va ad 80 (non 100) a questo punto rifacciamo il conto :
- Totale investito 400€ = 5,82 quote; mercato a 80 X 5,82 quote = 465,56€ . Guadagno del 16,4%. E il mercato ha segnato 80 e non 100 quindi non è neanche arrivato al suo equilibrio…
L’ esempio dimostra semplicemente come sia utile comprare basso…..!! Si aspetta meno per recuperare, e se poi il mercato prosegue guadagno prima e di più.
CONCLUSIONI :
Il mercato sembra aver costruito una base solida dalla quale poter ripartire, anche se io penso che la vera ripartenza cominci solo da 1250 di S&P500. Fino ad allora si tratterà di un normale rientro alla normalità, con un bel +30% di recupero.
Pertanto chi ha bisogno di soldi non compri nulla soprattutto in ottica speculativa, a chi invece non servono soldi nei prossimi 2 anni è il momento per farsi avanti.
Saluti







