La cosa certa è che le cose vanno bene, anzi benissimo e a guardare i grafici non vi è nulla che lasci presagire uno storno. Il mondo sembra crescere senza sosta e senza rischi. Il QE europeo mette in condizioni le borse di crescere e i problemi sembrano magicamente dissolversi.
Condizioni “favolose”, talmente belle per investire che sembrano “costruite” appositamente, insomma, il mondo dei balocchi.
Ma si sa che le favole sono diverse dalla realtà e non volendomi dilungare sui numerosi esempi della fine delle favole costruite sui mondi di balocchi, mi preme soltanto evidenziare che la realtà di oggi, quella fatta di cose concrete, è assai diversa da quella che appare ad una prima e quanto mai superficiale analisi dei grafici e del mercato.
In generarle c’è una sottostima dei rischi geopolitici ed economici che a dirla tutta mi preoccupa e non poco.
Russia ? Acqua passata.
Grecia ? Non fa paura a nessuno.
Crimea ? Alla fine non succederà nulla.
ISIS ? Non li nominiamo nemmeno.
Rallentamento economico ? Non importa.
Questo è il sentimento espresso dagli investitori mondiali, in particolar modo dai privati e piccoli come gli AAII che stanno raggiungendo nuovi picchi di estremo :
E il mercato marca nuovi massimi, anche se però i titoli new-high sono meno e in divergenza :
Ma la cosa più concreta e che davvero non torna è il grafico delle materie prime CRB composto da 19 commodities: Aluminum, Cocoa, Coffee, Copper, Corn, Cotton, Crude Oil, Gold, Heating Oil, Lean Hogs, Live Cattle, Natural Gas, Nickel, Orange Juice, Silver, Soybeans, Sugar, Unleaded Gas and Wheat.
Questo paniere è espressione dell’economia reale e la sua rappresentazione grafica indica la richiesta o meno di tali beni. Pertanto se il mondo è in rallentamento il grafico scende, viceversa sale.
Dal 2012 l’indice CRB (rosso) è in discesa, questo vuol dire che in realtà l’economia mondiale, quella vera e non drogata dai vari QE e manovre artificiose delle banche centrali, è calata e neanche di poco. Ma c’è di più: Mentre l’economia calava le borse salivano creando quella che viene definita una divergenza. Il problema è che le divergenze sono destinate a chiudersi e più sono ampie, maggiore sarà la velocità di convergenza. E’ noto che le borse anticipano il ciclo economico di circa 6-9 mesi, ma negli ultimi 2 anni si è forse esagerato un pochino pochino … solo un filo.
Arriverà il momento che i nodi verranno al pettine : crescita mondiale in rallentamento e utili delle aziende in diminuzione. A quel punto le banche centrali continueranno a stampare denaro ?
Non è dato sapere ne come ne quando questo avverrà ma di certo con i rischi reali alle porte e parlo di Russia, Grecia, Crimea, ISIS e rallentamento economico, non vedo ragioni per comprare la borsa USA e pochi motivi per espormi sull’Europa, mentre sono positivo sul Dollaro, sull’ Inflation linked e in generale su alcune Sicav con mandato flessibile e multiasset.
La logica porterebbe ad un rialzo delle materie prime ed ad uno storno di borsa, giusto per riequilibrare gli eccessi, ma ora il mondo è “favoloso” …. o forse è “sfalsato” ?
Saluti









