Dopo i crolli speculativi di gennaio le piazze mondiali si sono riposizionate ai livelli pre-crisi. I gestori hanno colto la palla al balzo per riposizionarsi e ribilanciare gli asset facendo rotazione acquistando quote di mercato palesemente sottovalutate: materie prime e oro in primis.
La crescita mondiale è bassa e i tassi negativi in tutti i paesi occidentali. L’America rallenta ma si riprendono i paesi emergenti.
Le valute, dopo i recenti sbilanciamenti sul Dollaro/Euro e Yen, sembra abbiano trovato una fascia di equilibrio neanche troppo stretta e sembra che vada bene a tutti. Il dollaro troppo forte dava fastidio anche alla Cina che arrancava a stargli dietro, come lo yen troppo basso e l’Euro pure. Se tutti svalutano e fanno il QE si ritorna al punto di equilibrio precedente e quindi non si ottengono i risultati sperati. Se invece, come è successo, le banche centrali si passano tra di loro il testimone, allora a turno tutti ne beneficiano, ma senza esagerare. Si noti come ad ogni eccesso dei cambi le banche centrali intervengano per riportare la situazione in equilibrio. Sembra ci sia un accordo sottobanco tra di loro e probabilmente è così.
In questo clima le performance migliori nei comparti obbligazionari sono state, come da nostre attese, nei paesi emergenti e ancor di più quelli in valuta locale, con divise esageratamente basse ma tassi cedolari elevatissimi (anche 10%) .
La rotazione settoriale ha premiato le materie prime, cosa che tutti all’inizio dell’anno davano per spacciate, ed invece sono le prime in classifica nelle performance Morningstar, dove spicca in vetta il settore legato all’ oro con rendimenti dall’inizio dell’anno che superano il 60%, seguite dai mining e petrolio con +30%.
Il petrolio sta invertendo bene e sembra puntare ai 60$ come primo target, quindi mantengo le posizioni aperte.
Ma il grafico che a me piace più di tutti e sul quale puntavo da oltre 1 anno è quello del GDX (Metalli Preziosi) che ha dapprima invertito dopo aver toccato il 15 gennaio i minimi storici e ora sembra proseguire il suo impressionante rialzo fino a 36 di indice, quindi ancora elevati spazi di guadagno prima di prendere solo parzialmente profitto. L’inversione appare solida e veritiera e considerato l’ingresso dei fondi in tale settore la risalita può durare per un testo medio-lungo. Non appare quindi un fuoco di paglia. A questi prezzi si può anche incrementare sulla debolezza.
CONCLUSIONI :
All’inizio dell’anno avevamo detto di allocare le risorse sulle materie prime, obbligazioni paesi emergenti, soprattutto in valuta locale e qualche buon bilanciato o multiasset.
Direi che al momento mi sento soddisfatto e non c’è nessun motivo per modificare l’allocazione tattica del portafoglio modello.
Le forze che agiscono ora sui mercati sembrano equilibrarsi e a meno di shock esogeni che possono farli scendere, si può solo salire, a patto che l’America ricominci a crescere ad un ritmo più sostenuto dell’attuale.
Saluti e Stay tuned.










