Si percepisce che qualche brusco movimento dei mercati è nell’ aria e il motivo è : il ritorno dell’ INFLAZIONE. !
Ebbene sì, se fino ad oggi abbiamo parlato e spiegato cosa è la deflazione, cioè la regressione dei prezzi, oggi parleremo del perché è altamente probabile un ritorno dell’ inflazione, ma stavolta è una cosa buona.
Avevamo detto che la DEFLAZIONE sarebbe stata causata dal crollo immobiliare, delle materie prime e dei generi alimentari, nonché dai tassi d’interesse . Fin qui tutto positivo , certamente per quanto attiene la spesa delle famiglie, gli effetti sono stati molto benefici alleggerendo il costo della “sopravvivenza”.
Con l’avvento della crisi finanziaria nei mesi di ottobre e novembre 2008, quando mercati segnavano i minimi dell’anno, la sfiducia in essi e l’avversione al rischio hanno fatto precipitare la stima dell’inflazione per i prossimi 10 anni portando la curva a 0%. Addirittura, in America, come si evidenzia dal grafico sottostante, il T-Bill è andato in asta allo 0% e sul secondario veniva scambiato con rendimenti negativi. Ciò significa che la gente, anziché ricevere un rendimento , lo pagava e questo solo per comprare il titolo di stato e rimanere “sicuri”.

L’eccesso di pessimismo ha prodotto e sta producendo, al contrario, enormi opportunità in diversi ambiti, e l’anticipazione di ciò che sarà, possiamo leggerla nel grafico seguente che rappresenta l’inversione , in prospettiva, dell’inflazione.

Sia inflazione che il T-Bill hanno invertito la rotta, facendoci capire a chiare note che vi è stato, nei mesi passati, un eccesso di sfiducia.
Ora… qualche tempo fa avevo detto che auspicavo un ritorno dell’inflazione, quella buona, cioè l’aumento del potere d’acquisto dei consumatori, e un mercato inondato di liquidità sarebbe stata la soluzione migliore per uscire rapidamente dalla crisi. La cosa è già successa negli anni 70 dopo la crisi del ’74.
Pare che stia per avvenire proprio questo, infatti se valutiamo la quantità di denaro che i governi di tutto il mondo stanno immettendo sul mercato, sottoforma di aiuti a banche, imprese, incentivi fiscali ecc, questa è veramente impressionante. Si aumenta il debito pubblico per immettere moneta nel circuito economico e alimentando l’inflazione.
Se guardiamo all’America con i suoi 800 MDL di dollari,(grafico sotto) una cosa del genere si era vista solamente durante la grande depressione degli anni ’30 ma di entità nettamente inferiore a quella attuale.

Oltre agli anni ’30 e ’70 mi viene in mente anche la Francia del 1700, quando alla morte del Re Sole si trovava in un clima recessivo fortissimo, praticamente era fallita. Il suo successore, il reggente Duca di Orleans diede incarico ad un tale John Low, scozzese, che dedicò la sua vita ad un grande progetto, cioè quello di sostituire le monete di metallo con la carta moneta. Il sig. Low , ottenuto il benestare del Duca fondò la Banca Francese, stampò e introdusse nell’economia la carta moneta. Il successo fu immediato, tanto che nel giro di 1 solo anno rifiorì a nuova economia, attrasse artigiani e imprenditori da ogni dove, le tasse diminuirono e la Francia divenne la 1° potenza economica europea, conquistando anche le colonie nelle americhe. Da lì prese il via anche un boom economico tale da sfociare nella creazione della più grande società al mondo fino all’epoca conosciuta : la Compagnia del Mississippi.
Se nella Francia del 1700 sono riusciti a fare tutto questo, partendo da zero, cosa si potrebbe fare nell’era di internet e del villaggio globale ??
La conferma mi è venuta dalle quotazioni di Oro e Argento, che poi sono gli anticipatori del ciclo delle altre materie prime. E’ anche vero che in un momento, come l’attuale, dove i titoli di stato rendono pressoché zero, gli immobili sono in declino deciso e in borsa l’avversione al rischio è ancora alta, i gestori si sono rivolti al mercato dell’oro e argento per anticipare la difesa dall’inflazione che arriverà.
MATERIE PRIME :
A pensarci bene, la filiera dell’economia parte proprio dalle materie prime (indice CRB) che vengono trasformate in beni i quali producono servizi. Monitoriamo attentamente l’andamento delle materie prime poiché, a breve, potrebbero dare luogo ad un movimento impulsivo. Anche perché la crisi ha indotto molte aziende a chiudere le miniere e a ridurre i piani di sviluppo e le estrazioni in generale creando di fatto l’effetto “scarsità”. Anche una piccola ripresa della domanda, poiché l’offerta è poca, darebbe luogo ad un innalzamento dei prezzi.

Immobiliare :
Come anticipato nei mesi scorsi la casa conferma il suo declino. Se la situazione è brutta in tutt’Europa con Inghilterra in testa con cali vistosi del -30%, in Italia di certo i proprietari non ridono. A casa nostra i cali sono stati dell’ordine del 10-15% rispetto ai massimi, ma è stimato che raggiungano il 25-30% nell’arco dei prossimi 2 anni. Per comodità Vi riposto un’immagine già inviata a novembre:

A contribuire al calo stanno di certo pesando le nuove normative antiriciclaggio sulle compravendite le quali prevedono che debba corrispondere il prezzo sia sul compromesso che sul rogito nonché, vanno inseriti a rogito tutti i mezzi di pagamento, che ovviamente, NON potranno più avvenire in nero. Alle banche è stato fatto divieto di erogare mutui in caso di difformità da tali parametri. Ciò significa che viene tolta una parte di liquidità sostanziosa al mattone, che ha fatto lievitare i prezzi sino a renderli incompatibili con una sana economia.
Dunque, per chi deve comprare casa direi che è bene aspettare, mentre per l’acquisto della 1° casa si “potrebbe” essere disposti a sopportare costo in più.
TASSI:
E’ appena passata la news che vedono i tassi BCE presto all’ 1% (oggi ancora al 2%). E ci credo …. Diremo noi che sono almeno 6 mesi che lo chiediamo. Ciò impatta positivamente sulla rata di mutuo ma affondano la resa dei titoli di stato di nuova emissione. Su quest’ultimo punto noi siamo tranquilli poiché continuiamo a beneficiare di tassi comprati in epoca non sospetta tra il 4 e il 5%. Li teniamo stretti e per il momento siamo a posto così.
Valuta EURO/DOLLARO:
La discesa dei tassi BCE sta comportando una diminuzione dell’Euro contro dollaro oggi a 1,28, e molti analisti son convinti che, nonostante il debito pubblico americano arrivato ormai a 2 trilioni di dollari, l’euro è ancora troppo caro. Ad avvalorare questa tesi è la volontà manifestata dell’ Inghilterra di entrare nell’Euro. Permettetemi un commento personale su questo punto : ho sempre sostenuto che L’ Euro è formato da una compagine di paesi debitori, e ora che l’Inghilterra ha anch’essa tale caratteristica, ha le credenziali per entrare nell’Euro. Anni fa era ricca e non ci pensava affatto ! Oggi l’Inghilterra ha un debito estero % sul PIL che è mostruoso, come si evince dal grafico, e ora che la sterlina è a pezzi la inglobiamo nell’Euro, mischiamo le carte ancora una volta e poi Dio provvederà !!! Questo è l’EURO !

PETROLIO :
Come le materie prime anche il petrolio pare abbia trovato l’equilibrio tra 40 e 45 $ al barile. Una discesa a 25$ sarebbe drammatica per tutte le aziende, ma finora quelle grandi hanno scorte di denaro sufficienti a superare la crisi indenni, attendere che il Petrolio trovi un nuovo livello di equilibrio superiore che molti stimano tra i 70 e gli 80$. Ovviamente prima deve arrivare la ripresa economica.
Borse :
E’ netta la fase di accumulo sui mercati finanziari : un po’ si sale e un po’ i scende a seconda delle news che arrivano, anche se, a onor del vero, quando sale si sale con volumi cospicui, quando si scende con scarsi volumi. Segno che i Grandi investitori stanno accumulando per il futuro.

Dell’ oro e del dollaro ne abbiamo gi parlato e Vi posto i relativi grafici :

MERCATI EMERGENTI :
Interessante invece la situazione in ASIA e nel particolare in Cina e in India, dove i P/E sono a livelli molto interessanti. Qui c’è da puntare sulle Infrastrutture, come del resto nel resto del Mondo. Appare evidente, infatti, che mentre nei paesi emergenti le infrastrutture verranno “COSTRUITE” in occidente dovranno essere “RICOSTRUITE” . Anche su questi punti i mercati sono sincronizzati e il volano si sta per rimettere in moto.

CONCLUSIONI :
Ancora una volta la valutazione dei modelli Fondamentali, Tecnici e di Sentiment segnano STRONG BUY, ma la cosa che rafforza questa tesi sono i dati macro usciti recentemente, alcuni dei quali hanno battuto le stime degli analisti, come pure la maggioranza delle Trimestrali delle aziende americane che sono uscite sopra le attese.
Ma stavolta c’è qualcosa di più, solo una sensazione e per giunta …..di pelle. Per cui prendetela per quella che è : Ho l’impressione che la congestione dei mercati volga al termine e essi siano pronti per una ripartenza importante.
E’ pur vero, però, che molti analisti sono convinti che il mercato debba fare un’ultima gamba ribassista prima di una vera ripresa. Io son convinto che ciò possa non essere necessario, ma in ambo i casi i grandi investitori hanno il dito puntato sul BUY , pronti a comprare non appena il mercato rompa la congestione al rialzo oppure dia loro un’ultima opportunità o regalo, di comprare ancora una volta al ribasso.!
Cordialità.







