Appassionato di borsa e di economia sin da ragazzo, opera come trader privato seguendo logiche discrezionali di analisi tecnica affiancando alcuni trading system di sua creazione.
Opera come Promotore Finanziario dal 1991 presso un noto istituto.
Si occupa di Formazione finanziaria.
In un mio recente post : Petrolio e BCE avevo ipotizzato che il recente minimo fatto segnare dal petrolio potesse non essere l’ultimo. Infatti, la pressione del mercato a seguito del break si è intensificata non registrando neanche un pullback su base settimanale.
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Nel fine settimana i mercati hanno iniziato a muoversi incrementando la volatilità ma modificando la direzionalità. Negli USA il dato molto buono sull’occupazione anziché essere visto come miglioramento macro è stato invece salutato dai mercati con brusco scivolone condito da volumi elevati, segno che lo storno è molto più vero di quello che in prima…
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La cosa certa è che le cose vanno bene, anzi benissimo e a guardare i grafici non vi è nulla che lasci presagire uno storno. Il mondo sembra crescere senza sosta e senza rischi. Il QE europeo mette in condizioni le borse di crescere e i problemi sembrano magicamente dissolversi.
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Il rame è sempre stato un anticipatore del ciclo economico e di conseguenza è sempre andato a braccetto con l’indice SP500, marcando una correlazione nota anche ai meno esperti dei mercati e semplice da intuire : se l’economia reale è in ripresa lo saranno anche le materie prime, rame in testa, e vice versa.
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Target EUR-USD 1,12 colpito e affondato ! Il rapporto di cambio è stato protagonista di un vero e proprio sell-off raggiungendo in velocità il 1° obiettivo di prezzo posto sul 61,8% del ritracciamento Fibonacci.
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Dall’ ultimo ingresso la situazione si è evoluta positivamente tanto da genereare un piccolo profitto sulla carta, che però non valeva la pena prendere.
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Bentrovati e Buon anno a tutti. È proprio il caso di dire che il 2015 è iniziato con il botto : superdollaro, oro up, sorpresa svizzera, crollo del petrolio e poi ancora a breve ci sarà probabilmente il QE europeo e le elezioni in Grecia. Insomma un inizio d’anno all’insegna della volatilità.
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